Dic 10, 2016 10:33 CET

PARSTODAY-In nome di Dio, il Clemente e il Misericordioso. Salve gentili ascoltatori e benvenuti ad un’altra puntata della rubrica settimanale, “Grandi di Persia”, dedicata alla presentazione delle grandi figure scientifiche e culturali dell’Iran.

 Vi abbiamo narrato che Khaje Nasir per aver inviato una lettera a Ibn al-'Alqamí  visir del nemico giuriato di Naser al Dina, cioè al-Musta'sim il callifo abbasside fu esiliato dal sovrano ismailita Naser al Din alla fortezza di Alamout nelle montagne di Albourz, odierna città iraniana di Qazvin.

Gli abitanti di Quehestan vivevano in una miserabile condizione di vita e subivano tante sofferenze. L’oppresione cui furono sottoposti dai sovrani ismailiti fece tremare il loro trono. ll condottiero mongolo Hulagu Khan, nipote di Gengis  per espandere le proprie conquiste attaccò anche il castello di Quhestan. Hulagu per giorni assediò la fortezza ismailita e alla fina  Naser al Din si arrese. Il comandante mongolo come aveva promesso, dopo la vittoria, non distrusse il castello e diede la propria protezione ai residenti della fortezza. Hulagu dopo questa vittoria guidò le sue truppe verso Alamout,  per conquistare la principale roccaforte degli ismailiti. Il condottiere mongolo invase perfino delle piccole fortezze degli ismailiti all’ingresso della città di Alamout. La notizia della sconfitta di Naser Al Din e l’avanzzata del contingente mongolo verso la principale fortezza dell’Alamout cioè Maymundiz, raggiunse anche a Rukn al-Din Khurshah, il sovrano di Alamout,e lo spaventò tanto. Lui molto agitato chiamò subito il saggio Khaje Nasir per chiedergli consiglio e trovare una via d'uscita da quella situazione così critica