Ago 26, 2018 11:06 CET
  • Iraniani Famosi (91): Maulana Hasan Vaez-e-Kashefì

Oggi vi presentiamo un facoltoso scrittore, interprete del Corano, astronomo e matematico del 15esimo secolo cristiano.

Kamaleddin Hossein ebne Ali Sabzevarì meglio conosciuto come Maulana Hasan Vaez-e-Kashefì, nato probabilmente tra l’835 e l’840 dell’egira (ovvero tra il 1431 ed il 1436 cristiano) e spentosi nel 1504 fu uno dei più grandi personaggi scientifici della Persia Timuride. 
Maulana, (nostro signore), fu l’appellativo che gli venne dato per rispetto; Vaez (oratore) fu il soprannome che si guadagnò per le sue grandiose doti da comunicatore mentre Kashefì era lo pseudonimo che egli stesso aveva adottato per le sue poesie e significa “colui che scopre”. Nacque sicuramente nella provincia di Sabzevar, esattamente nella zona di Beihaq, anche se come abbiamo appreso non e’ certa la data della sua nascita. 
Al tempo Sabzevar era un importante centro culturale e non a caso il giovane Kamaleddin trascorse lì i primi anni della sua vita conducendo gli studi preliminari. Secondo il famoso Sheikh Tabresi’, al tempo la citta’ di Sabzevar aveva splendide moschee e madrasa ed era una delle citta’ piu’ importanti del mondo islamico. Gli studiosi di questa citta’ erano di solito anche sapienti religiosi ed erano famosi per la loro capacita’ di predicare e pronunciare i sermoni ed attirare l’attenzione della gente. Kashefì visse alla fine del periodo Timuride e fu contemporaneo di altri due personaggi, che abbiamo gia’ presentato nelle puntate precedenti, ossia il sultano Hossein Bayaghra’ ed il suo ministro Amir Alishir Navaì.

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Kashefì si affermò ben presto come uno scienziato di spicco, un grande sapiente religioso ed un rinomato artista. La sua bravura la mostro’ soprattutto nell’interpretazione del Corano e nella capacita’ di spiegare alla gente le questioni religiose; fu cosi’ che lo soprannominarono “Vaez” (Oratore). Ma oltre agli studi religiosi, lui apprese la matematica e l’astronomia; in giovinezza realizzò anche opere di calligrafia che affascinarono l’opinione pubblica del tempo.
Dopo una giovinezza dedicata per lo più allo studio, da adulto Vaez-e-Kashefì trascorse anni nelle citta’ di Sabzevar, Neishabur, Mashad e soprattutto Herat invitando la gente alla retta via e pronunciando i suoi avvincenti sermoni.

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Un giorno Kashefì, quando viveva ancora a Sabzevar, fece un sogno e a seguito di questo si trasferì a Herat per incontrare il grande sapiente e religioso Saadeddin Kashgharì ma una volta arrivato si accorse che costui si era spento poco prima. Recatosi sulla tomba del grande sapiente, incontrò uno dei più grandi poeti della storia della letteratura persiana ossia Abdulrahman Jamì, che era anche un maestro sufì e lo invitò ad aggregarsi alla confraternita sufi dei Naqshbanditi; Vaez-e-Kashefì accettò e così divenne uno dei membri più prestigiosi di questo ordine sufi.