Il sentiero della luce
Il sentiero della luce (806)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Anche oggi proseguiamo la lettura della trentasettesima del Corano, la sura As-Safat, o delle Schiere Angeliche, nome ispirato dal primo versetto, che parla delle file degli angeli che servono il Signore. Questo brano del Corano e’ stato trasmesso dall’Arcangelo Gabriele al profeta quando egli si trovava alla Mecca. Essa parla per lo piu’ delle basi del credo e della fede e ricorda soprattutto le azioni di Abramo per promuovore l’adorazione dell’unico Dio. La sura contiene anche delle spiegazioni sugli angeli e sui demoni creati dal fuoco, i Jinn.
Ecco i versetti 31, 32 e 33 della sura As-Safat:
«فَحَقَّ عَلَیْنَا قَوْلُ رَبِّنَا إِنَّا لَذَائِقُونَ»
[perciò] la promessa di Allah si è realizzata contro di noi e ne avremo esperienza. (37:31)
«فَأَغْوَیْنَاکُمْ إِنَّا کُنَّا غَاوِینَ»
Noi vi abbiamo traviato, perché in verità noi stessi eravamo traviati”. (37:32)
«فَإِنَّهُمْ یَوْمَئِذٍ فِی الْعَذَابِ مُشْتَرِکُونَ»
In quel Giorno saranno accomunati nel castigo. (37:33)
Qui leggiamo ancora una volta, come in alcuni versetti precedenti, le parole che nel Giorno del Giudizio si scambiano i capi dell’ingiustizia ed i loro seguaci, che si accusano a vicenda. In questi versetti, in particolare, i capi dell’ingiustizia, rispondendo all’accusa di essere loro ad aver traviato gli altri, accettano tale colpa, ma ricordano che loro stessi lo erano. D’altro canto, comunque, nessuno viene costretto a seguire la via della perdizione e ognuno segue la via che preferisce.
Le accuse incrociate tra i capi dell’ingiustizia e i loro seguaci, nel Giorno della Resurrezione, non avranno quindi alcun esito e tutti verranno puniti, anche se e’ chiaro che anche nella punizione la giustizia verra’ rispettata e quindi c’e’ chi verra’ punito in maniera piu’ dura. Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – Nel Giorno della Resurrezione, i peccatori ammetteranno che la promessa di Dio su tale giorno era veritiera ma a quel punto, la loro ammissione non servira’ piu’ a salvarli.
Secondo – Tenere compagnia ai malfattori getta le basi per la perdizione dell’uomo e rende l’uomo loro compagno anche nell’inferno.
Terzo – Accettare persone inique come leader nella societa’ fa si che l’intera societa’ venga traviata e quindi resa degna della punizione divina.
Ed ora leggiamo i versetti 34 e 35 della sura As-Safat o delle Schiere Angeliche:
«إِنَّا کَذَلِکَ نَفْعَلُ بِالْمُجْرِمِینَ»
In verità agiamo così con gli iniqui. (37:34)
«إِنَّهُمْ کَانُوا إِذَا قِیلَ لَهُمْ لَا إِلَـهَ إِلَّا اللَّـهُ یَسْتَکْبِرُونَ»
Quando si diceva loro: “Non c'è dio all'infuori di Allah”, si gonfiavano d'orgoglio (37:35)
Questi versetti parlano della tradizione divina della punizione di coloro che in vita hanno rinnegato l’esistenza del Signore.
Queste persone, si ritenevano al di sopra della religione per diversi motivi; erano superbe per la loro posizione terrena, per la loro ricchezza, per il loro potere, oppure ritenevano giusto imitare le usanze dei propri antenati, senza pero’ riflettere su quest’ultime; la loro insolenza e la loro superbia, era tale, che non solo rinnegavano la verita’, ma arrivavano a deridere anche i profeti o i fedeli che la divulgavano.
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – Le promesse divine si realizzano, in questa e nell’altra vita.
Secondo – La radice del peccato e della perdizione e’ la superbia dinanzi all’invito alla fede.
Terzo – I profeti invitavano la gente ad adorare il Signore e non loro stessi; in altre parole l’invito dei profeti non aveva nessun interesse per loro e nonostante cio’ venivano sempre perseguitati, accusati e talvolta assassinati dalla gente del loro periodo.
Ed ora leggiamo i versetti 36, 37 e 38 della sura As-Safat:
«وَیَقُولُونَ أَئِنَّا لَتَارِکُو آلِهَتِنَا لِشَاعِرٍ مَّجْنُونٍ»
e dicevano: “Dovremmo abbandonare i nostri dèi per un poeta posseduto?”. (37:36)
«بَلْ جَاءَ بِالْحَقِّ وَصَدَّقَ الْمُرْسَلِینَ»
Sì, è venuto con la verità, e ha confermato gli inviati [che lo hanno preceduto]. (37:37)
«إِنَّکُمْ لَذَائِقُو الْعَذَابِ الْأَلِیمِ»
In verità gusterete il castigo doloroso, (37:38)
Questi versetti ricordano alcune delle scuse citate dai rinnegatori per respingere l’invito dei profeti. Loro accusavano i profeti di essere dei poeti posseduti dai demoni. In particolare, questa, era una credenza diffusa nella penisola araba, ai tempi del profeta dell’Islam; la gente pensava che i poeti riuscissero a scrivere poesie per via di legami nascosti con i demoni.
Riflettendo su questi versetti possiamo trarre le seguente conclusioni:
Primo – Difendere alcune idee senza riflettere su di esse e appellandosi solo alle questioni tribali, famigliari o ai sentimenti di appartenenza a questo o a quel gruppo, impedisce all’uomo di vedere la verita’ e di accettarla.
Secondo – L’umiliazione e la presa in giro sono tecniche di guerra psicologica dei rinnegatori per tentate di evitare la diffusione del messaggio dei profeti.
Terzo – Gli insegnamenti di tutti i profeti andavano nella stessa direzione ovvero quello di invitare la gente all’adorazione dell’unico e vero Dio.
Davood Abbasi