Set 18, 2018 12:01 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Anche oggi proseguiamo la lettura della trentasettesima del Corano, la sura As-Safat, o delle Schiere Angeliche, nome ispirato dal primo versetto, che parla delle file degli angeli che servono il Signore. Questo brano del Corano e’ stato trasmesso dall’Arcangelo Gabriele al profeta quando egli si trovava alla Mecca. Essa parla per lo piu’ delle basi del credo e della fede e ricorda soprattutto le azioni di Abramo per promuovore l’adorazione dell’unico Dio. La sura contiene anche delle spiegazioni sugli angeli e sui demoni creati dal fuoco, i Jinn.

Ecco i versetti numero 50, 51, 52 e 53 della sura As-Safat:

 

«فَأَقْبَلَ بَعْضُهُمْ عَلَى بَعْضٍ یَتَسَاءَلُونَ»

 

 

Si rivolgeranno gli uni agli altri, interrogandosi. (37:50)

 

«قَالَ قَائِلٌ مِّنْهُمْ إِنِّی کَانَ لِی قَرِینٌ»

Uno di loro dirà: “Avevo un compagno (37:51)

 

«یَقُولُ أَإِنَّکَ لَمِنَ الْمُصَدِّقِینَ»

che [mi] diceva: "Sei uno di quelli che credono? (37:52)

 

«أَإِذَا مِتْنَا وَکُنَّا تُرَابًا وَعِظَامًا أَإِنَّا لَمَدِینُونَ»

Quando saremo morti, [ridotti a] polvere ed ossa, dovremo rendere conto? (37:53)

 

Nel corso della puntata precedente abbiamo parlato dei doni elargiti a coloro che raggiungono il Paradiso, del loro eterno festeggiare, del piacere di avere amici cari, spose bellissime e altre cose.

Questi versetti riportano invece il dialogo tra una persona arrivata in Paradiso ed un amico che in vita rinnegava l’arrivo del Giorno del Giudizio e la possibilita’ di rivivere dopo la morte. In Paradiso, le persone racconteranno quindi i ricordi della loro vita mondana. Dalla breve riflessione su questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – Non e’ proibito frequentare persone che non credono, a patto che non rechino danno alla fede. Soprattutto se una persona puo’ invitare queste persone alla fede, e’ bene che faccia amicizia con loro.

Secondo – Coloro che rinnegano la Resurrezione, non hanno nessun ragionamento che provi questa loro negazione; loro dicono solo che e’ difficile che cio’ avvenga ma logicamente parlando non sono in grado di dimostrare che cio’ sia impossibile.

Terzo – Nel Giorno del Giudizio, l’uomo non dimentichera’ le sue esperienze in vita e sara’ in grado di ricordarsi la sua vita.

Ed ora leggiamo i versetti 54, 55, 56 e 57 della sura delle Schiere Angeliche:

«قَالَ هَلْ أَنتُم مُّطَّلِعُونَ»    

 

E dirà: “Volete guardare dall'alto?”. (37:54)

 

«فَاطَّلَعَ فَرَآهُ فِی سَوَاءِ الْجَحِیمِ»

Guarderà dall'alto e vedrà l'altro in mezzo alla Fornace. (37:55)

 

 

«قَالَ تَاللَّـهِ إِن کِدتَّ لَتُرْدِینِ»

Gli griderà: “Per Allah, davvero stavi per causare la mia rovina! (37:56)

 

 

«وَلَوْلَا نِعْمَةُ رَبِّی لَکُنتُ مِنَ الْمُحْضَرِینَ» 

Senza la benevolenza del mio Signore, sarei stato certamente uno dei dannati. (37:57)

 

Proseguendo a raccontare i suoi ricordi, la persona che si trova in Paradiso, e che in vita aveva un amico che rinnegava la Resurrezione, dira’ ai suoi amici in Paradiso di guardare il suo amico. Guarderanno insieme in quale situazione orrenda si trova il suo ex amico e l’uomo stesso dira’ che se non fosse stato per la benevolenza divina, pure lui avrebbe rischiato di essere tra i rinnegatori. Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – In base ai versetti coranici, i beati del Paradiso sono in grado di vedere l’inferno e di parlare a chi si trova in esso; al contrario pero’, i malfattori dell’inferno non potranno vedere il Paradiso.

Secondo – La compagnìa e l’amicizia delle persone non fedeli, non e’ vietata se cio’ non comporta danno alla fede, ma e’ sempre un qualcosa di rischiosa, perche’ puo’ trascinare i fedeli nella perdizione.

Ed ora leggiamo i versetti 58, 59, 60 e 61:

«أَفَمَا نَحْنُ بِمَیِّتِینَ»

Siamo dunque morti (37:58)

 

«إِلَّا مَوْتَتَنَا الْأُولَى وَمَا نَحْنُ بِمُعَذَّبِینَ»

solo di quella prima morte e non subiremo alcun castigo!”. (37:59)

 

«إِنَّ هَـذَا لَهُوَ الْفَوْزُ الْعَظِیمُ»

Davvero questa è la beatitudine immensa. (37:60)

 

«لِمِثْلِ هَـذَا فَلْیَعْمَلِ الْعَامِلُونَ»

A tal fine agiscano coloro che agiscono. (37:61)

 

E’ chiaro che coloro che entrano in Paradiso, sanno che non verranno piu’ raggiunti da nessun dolore e nessun problema e che non avranno piu’ da temere. Ma in Paradiso le persone lo ricorderanno perche’ capiranno che questa assoluta serenita’ e’ la cosa piu’ bella che ci sia; il fatto di non avere preoccupazioni, non invecchiare mai, essere sempre al massimo della forma, sono i doni del Paradiso.

Nell’ultimo versetto, pare di leggere un messaggio da coloro che sono nell’altro mondo a coloro che sono ancora in vita: voi che ne avete l’opportunita’, impegnatevi per raggiungere un simile luogo.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – Nel Paradiso, la morte e la distruzione non esiste ma nell’inferno, le persone muoiono continuamente per l’intensita’ delle pene inflitte e poi vengono fatte resuscitare per essere ancora punite.

Secondo – La vera felicita’ sta nel potersi tenere alla larga da ambienti corrotti.

Terzo – L’uomo deve avere obbiettivi nobili nella vita e pensare pure all’altra, altrimenti, non avra’ un destino felice.

 

Davood Abbasi