Sostenga l’Iran chi vuol mandare Trump a casa
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di Davood Abbasi.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Lug 06, 2019 08:57 Europe/Rome
  • Sostenga l’Iran chi vuol mandare Trump a casa

di Davood Abbasi.

Sanzioni, campagne di diffamazione mediatica, lobbismo all’interno degli enti dell’Onu, atti di pirateria nei mari, minacce di guerra, azioni terroristiche nelle zone di confine col Pakistan: il presidente Donald Trump sta usando tutti i mezzi sporchi e puliti a sua disposizione per portare l’Iran al tavolo dei negoziati e imporre un accordo umiliante a Teheran. I persiani resistono perchè sanno che senza quell’accordo, Donald Trump, con tutta probabilità, dovrà andarsene. Per questo chi non vuole più Donald nello studio ovale della Casabianca, deve aiutare l’Iran.

Gli ultimi aggiornamenti

Alle 02:30 di Sabato, il gruppo terroristico di Jaish-ul-Adl è tornato a colpire nella città di Zahedan, a sud-est dell’Iran, non lontano dal confine col Pakistan. I leader storici della formazione terroristica, gia’ arrestati e giustiziati, hanno dichiarato che il gruppo è finanziato e sostenuto dalla Cia e dal Mossad. Fortunatamente la polizia iraniana ha disinnescato la seconda bomba che doveva esplodere e quindi non ci sono state vittime.

Questo tentativo di destabilizzazione segue all’atto di pirateria della marina inglese, richiesto dagli Stati Uniti, di giovedi, ossia quello di bloccare una petroliera iraniana, che trasportava petrolio. La nave è stata bloccata in acque internazionali e non trasporta una merce proibita e quindi l’atto dei britannici, sulle Stretto di Gibilterra, territorio spagnolo da loro occupato, è un’altra azione totalmente illegale.

Illegale come le sanzioni che nei mesi scorsi Trump ha messo in sesto contro l’Iran, e che hanno colpito proprio il petrolio, principale fonte di reddito per Teheran.

E ciò va ad aggiungersi ad una miriade di azioni intimidatorie, che passano dal Consiglio di Sicurezza all’AIEA, l’agenzia internazionale per l’Energia Atomica. Gli Stati Uniti, col solito lobbismo, promettendo favori alle altre nazioni, e cercando di persuadere un’Europa riluttante all’idea di mettersi contro l’Iran, cercano di strappare condanne “internazionali” contro Teheran, che però non arrivano.

Anzi, le condanne, soprattutto dalla Russia e dalla Cina, finora sono rivolte alle politiche di Trump, sia sulla questione delle sanzioni, che sulla petroliera che sul nucleare.

Perchè l’Iran è così importante per Trump?

L’Iran ha iniziato il graduale disimpegno dalle clausole prevista dall’accordo nucleare, dopo aver aspettato oltre un anno ed essersi accertato che l’Ue, non avrebbe acquistato petrolio, seguendo le sanzioni illegali Usa. Vedendo che seguire l’accordo era inutile, Teheran ha iniziato il ritiro, ma gli ispettori dell’AIEA rimangono nel Paese e l’arricchimento dell’Uranio, fino al 3,67% per ora, o al massimo fino al 20% previsto in futuro, è lontano anni luce dall’uso militare di questa tecnologia, che richiederebbe un’arricchimento superiore al 90%.

Trump quindi sa benissimo che l’Iran non sta costruendo una bomba, ma quella che lui stesso chiama “pressione massima” sull’Iran, è dovuta al fatto che lui vuole dimostrare di essere “più bravo” di Obama nella gestione dell’affare Iran.

Questo “più bravo” dobbiamo tradurlo in “più servo” di Israele e dell’Arabia Saudita e “più ingiusto” nei confronti dell’Iran.

Barack Obama, aveva riconosciuto all’Iran il diritto ad avere un programma nucleare civile sollevando solo in una parte minima le sanzioni contro Teheran.

Trump aveva definito questa politica “un disastro” ed un accordo dannoso per gli Stati Uniti ed ora mira a privare l’Iran di un qualsiasi tipo di programma nucleare, ed in più indurlo ad accettare delle condizioni sul suo principale strumento di difesa, il programma missilistico.

Trump sà che sulla Corea del Nord non è riuscito a concludere nulla e che nulla potrà fare perchè oggi Pyongyang è una potenza nucleare in grado di raggiungere il territorio americano con le testate nucleari. Morale della favole, l’altro dossier scottante è l’Iran, ma anche quì il signor Trump, ad oggi, non ha nulla di cui potersi vantare.

Quando inizieranno i comizi per le prossime elezioni presidenziali, Trump verrà massacrato dai democratici che potranno dichiarare di aver comunque regolato la questione dell’Iran, addossando a Trump il peccato di aver rovinato tutto ed anzi, di aver indotto l’Iran a riprendere con pieno vigore il suo programma.

Trump e l’Iran sanno entrambi questa verità e quindi Trump si gioca il tutto per tutto per trascinare i persiani al tavolo dei negoziati, mentre Teheran aspetta e resiste, attendendo che la nave di Trump affondi per sempre.

Non a caso, chi non vuole più vedere Trump nello studio ovale della Casabianca, dovrebbe sostenere il coraggio politico dell’Iran.

E non solo a parole, come ha fatto finora l’Ue, ma instaurando relazioni economiche con l’Iran, per chi scrive e fà il giornalista, evidenziando il merito di Teheran ad aver voluto risolvere con civiltà il contenzioso sul nucleare e per chi è un semplice cittadino, facendo una bella vacanza in Iran, in modo da dare, nel proprio piccolo, un contributo all’economia della nazione. (Pars Today Italian)/Davood Abbasi