Ue, Berlino scontenta dei preparativi per la dichiarazione di Roma
BERLINO (Pars Today Italian) - La Germania ha fatto sapere oggi di non essere soddisfatta della dichiarazione che i 27 Paesi Ue - senza la Gran Bretagna - stanno preparando per il vertice del 25 marzo nella capitale italiana, che celebrerà il 60esimo anniversario della firma dei Trattati di Roma e che negli intenti dovrà ribadire e rilanciare un messaggio di possibile unità in Europa.
I lavori per individuare un testo che vada bene a tutti, però, sta mettendo in luce come sempre forti divergenze tra i Paesi membri. "Non sono per niente soddisfatto dello stato attuale dei preparativi" della dichiarazione di Roma, ha affermato oggi a Bruxelles Michael Roth, sottosegretario agli Esteri tedesco. I leader europei il 25 marzo devono mettere in chiaro che l'Ue è più di un mercato comune e ribadire le alte ambizioni europee in termini di visione democratica e stato di diritto, ha argomentato Roth, evidenziando che "troppi giovani oggi rischiano di finire preda di nazionalismi e populismo". Roth ha incontrato i suoi omologhi oggi nella capitale europea proprio per discutere i preparativi della dichiarazione di Roma e ha sottolineato che i suoi punti di visti sono "condivisi dall'intero governo tedesco". Le nuove generazioni devono essere i destinatari di un messaggio chiaro: "che noi ci battiamo per la crescita e il lavoro. Dobbiamo realizzare molto di più rispetto a quanto fatto finora". Ad aprire le danze delle critiche era stato la settimana scorsa il premier slovacco Robert Fico, definendo i preparativi per Roma "patetici". Il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker la ha proposto cinque opzioni da mettere sul tavolo a Roma, dal non fare nulla a restituire alcuni poteri agli Stati membri, a lanciare un progetto di Europa "a due velocità". Quest'ultima opzione è stata sottoscritta, pur con diverse sfumature, al vertice quadrilaterale di ieri a Versailles, a cui hanno partecipato Francia, Germania, Spagna e per l'Italia il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Ma trova molti Paesi membri contrari, soprattutto quelli del Centro-est europeo.