Nov 01, 2022 12:44 CET

Salve amici! Vi i presenteremo un altro appuntamento con " i falsi paladini dei diritti umani". Speriamo che sia di vostro gradimento!

In una recente intervista all’Observer il professore Wang Wen dell’Università Renmin rispondendo al giornalista che gli chiedeva se il tentativo dell’amministrazione Biden di prendere le distanze dal viaggio a Taiwan di Nancy Pelosi evidenziasse quanto quella visita fosse “effettivamente stupida” o quanto gli Usa stessero fingendo di essere stupidi rispose così: “Gli Stati Uniti si stanno comportando da stupidi, ed effettivamente lo sono. Fingendo di esserlo significa che sanno quali sono gli interessi della Cina sulla questione di Taiwan e la sua linea rossa. Ma, nonostante questo, la calpestano ripetutamente”.Oggi si è avverato ciò che tutti sapevano, e molti nascondevano: gli Usa hanno aperto una crisi molto grave accelerando una destabilizzazione globale. Lucio Caracciolo lo scrive senza mezzi termini: “Cina e Stati Uniti – scrive il direttore di Limes – sono su un piano inclinato che porta alla guerra. Questione di tempi e di modi. L’unica via per impedirla è che entrambi riconoscano il pericolo e accettino di regolare per via negoziale le loro dispute. Ne siamo più lontani che mai. Il provvisorio bilancio della visita lampo a Taiwan di Pelosi, presidente della Camera americana, ha il merito di svelare che la recita della’“Cina Unica’ è finita”. Il tilt politico sta nell’accoglienza calorosa della Repubblica della Cina - che gli Usa non riconoscono -, mentre l’altra Cina - che la Casa Bianca ufficialmente riconosce -, allestiva un blocco navale. La sconsiderata visita di Pelosi tra l’altro mette a rischio gli equilibri della guerra in Ucraina, che non è finita, benché sia scivolata molto in basso nei giornali. Se davvero alla Casa Bianca interessa che gli ucraini abbiano la possibilità di invertire la rotta dell’invasione russa serve che i rapporti con la Cina non implodano.

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Negli scorsi mesi Biden e il suo consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan hanno avuto una serie di incontri con il governo cinese, implorando Pechino di non entrare nel conflitto in Ucraina fornendo assistenza militare alla Russia, in particolare ora, quando l’arsenale di Putin è ridotto da cinque mesi di guerra. Biden, secondo le parole di un alto funzionario statunitense raccolte dal New York Times, avrebbe detto personalmente al presidente Xi Jinping che se la Cina entrasse in guerra in Ucraina al fianco della Russia, Pechino rischierebbe l’accesso ai suoi due mercati di esportazione più importanti: gli Stati Uniti e l’Unione Europea, mentre la Cina è uno dei migliori paesi al mondo nella produzione di droni, che sono esattamente ciò di cui le truppe di Mosca hanno più bisogno in questo momento.