Cohen rinvia testimonianza, "minacce a mia famiglia" da Trump
Michael Cohen, ex avvocato personale del presidente statunitense Donald Trump, ha rinviato la propria testimonianza volontaria alla Camera statunitense per timori sulla sicurezza della sua famiglia, "minacciata" da Trump su Twitter. Lo ha reso noto Lanny Davis, consigliere di Cohen.
Cohen avrebbe dovuto testimoniare il 7 febbraio davanti alla commissione Supervisione della Camera; Trump ha più volte scritto tweet contro il suocero del suo ex avvocato. Davis ha citato "le minacce in corso" alla famiglia Cohen, da parte di Trump e del suo avvocato Rudy Giuliani, come causa della sua decisione. Alla fine dello scorso novembre, Cohen si è dichiarato colpevole, in un tribunale di New York, di aver mentito al Congresso a proposito dei suoi sforzi per riuscire a ottenere, durante la campagna presidenziale, l'approvazione per costruire una Trump Tower a Mosca. L'accordo immobiliare è al centro delle indagini del procuratore speciale Robert Mueller sulle ingerenze russe nelle scorse elezioni presidenziali. Le false dichiarazioni sarebbero state pronunciate da Cohen durante una testimonianza a porte chiuse nel 2017, a proposito dei suoi contatti con i russi. Cohen collabora con Mueller da quando si è dichiarato colpevole di vari reati, in parte legati alle sue attività per Trump, per cui a dicembre è stato condannato a tre anni di carcere.