La candidatura di Trump al Nobel per la pace
Non è uno scherzo e nemmeno una notizia falsa. Venerdi 15 febbraio, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di essere stato inserito tra i candidati alla ricezione del Nobel per la pace.
In una conferenza stampa tenutasi alla Casabianca, il presidente americano ha spiegato che il premier giapponese Shinzo Abe lo avrebbe candidato al Nobel da parte del Giappone, per i negoziati con la Corea del Nord e l’incontro con Kim Jong-un.
Oggi, sabato, il ministero degli esteri giapponese, in chiaro imbarazzo, ha affermato di avere appreso le dichiarazioni di Trump sulla questione del premio Nobel, ma di non essere in grado di commentare i dettagli sulle relazioni personali tra il premier Abe ed il presidente Trump.
A sentire Trump, pure il presidente sudcoreano Moon Jae-in sosterrebbe l’assegnazione del premio a lui.
Un passato da comico
Se state ridendo sappiate che non siete i primi. Quest’anno Trump fece ridere le autorità di mezzo mondo all’Assemblea Generale dell’Onu, quando disse di aver fatto più di ogni altro governo americano; la cosa era così divertente che i presenti in sala non riuscirono a controllare le risate, destando anche l’irritazione dello stesso Trump.
Non si sa se quei biricchini di Abe e Jae-in lo abbiano preso in giro volutamente, ma Trump è il responsabile della distruzione di un numero elevato di accordi internazionali che minacciano proprio la pace.
Il ritiro dall’accordo di disarmo sui missili a medio raggio, che ha avviato una nuova corsa alle armi; il più grave di tutti, il ritiro, tanto criticato, dall’accordo nucleare con l’Iran e il ritorno delle sanzioni, contro le leggi internazionali e la risoluzione 2231 dell’Onu. La vendita di centinaia di miliardi di dollari di armi all’Arabia Saudita, che le usa direttamente per bombardare il martoriato Yemen, dove ci sono stati oltre 20 mila morti in tre anni. Forse lo hanno inserito nella lista dell’Ignobel e lui ha capito male.
I nostri suggerimenti
Vorremmo inserire nei candidati per il Nobel per la pace, accanto al presidente Trump, pure Jack lo squartatore, Totò Riina e Abu Bakr al Baghdadi, che del resto è stato un fedele agente di Trump in Siria e Iraq, anche perchè era stato prigioniero di Guantanamo ma poi per puro caso era stato rilasciato, divenendo subito dopo leader dell’Isis.
Proponiamo altresì Pierino e Giufà come Nobel per la Scienza, il vice-presidente americano Pence come Nobel per la Letteratura (sono una massima espressione di romanzo fantastico le sue dichiarazioni sull’Iran), ed infine il Nobel per l’Economia al Dipartimento del Tesoro Usa, per le sanzioni contro mezzo mondo: Iran, Russia, Venezuela, Cuba ed ecc…