Giu 13, 2016 06:34 CET
  • Fanatismo: il falso volto dell’islam(16)

Amici nelle puntate precedente insieme a voi abbiamo parlato della visione dei salafiti, cioè quelli che si presantano come i cosidetti successori dei pii avi e compagni del Profeta, sul concetto di Dio. Ibn Taymyya da cui pensieri ebbe l’inizio la falsa setta del salafismo attribuivano le caratteristiche antropomorfe al Signore crendendo che Egli ebbe una forma umana.

  Come vi abbiamo spiegato, riportando delle prove dal Corano e dai libri degli ulema e storici islamici,  il pensiero salafita, di cui Ibn Wahab, fondatore del Wahabbismo si dichiarava seguace, contrastava palesemente non solo con la teologia e la tradizione islamica e la sacra scrittua  ma discordava anche dagli insegnamenti di tutte le religioni monoteistiche sull’esistenza del Signore e così  venne rifiutato duramente dai religiosi islamici. 

L’ intercessione nell’Aldilà ovvero Shafa’a è un altro concetto che Ibn Taymmya ed il suo discepolo Ibn Wahab, nella loro teologia non accettavano e respingeva anche l’invocazione alla intercessione del Profeta Muhammad(as) : per esempio per lui non era ammesso  dire  YA MUHAMMAD  intercedimi presso il Signore.

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 La parola “Shafa’a” nella lingua araba indica il significato di “intercessione, intermediazione, richiesta di perdono”.

I salafiti non accettano l'intercessione del Profeta (as) e lo considerano una cosa peggiore di una innovazione: Shirk (politeismo). Tutto mentre l’intercessione e il tawassul (intermediazione) tramite il Profeta (as) è infatti prendere l’Inviato di Dio(as) come mezzo (wasila) e mediatore verso Allah, chiedendo a Dio tramite l'onore del Suo Messaggero.

I salafiti ritengono che non si deve chiedere ad una persona invece di chiedere ad Allah. Però non invece si fa la richiesta ad una persona, si chiede proprio ad Allah! Nessuno può accogliere le richieste fuorchè Allah. Ma ci sono vie per arrivare al nostro Signore.

Secondo la tradizione islamica l’intercessione appartiene solamente ad Allah, che da la facoltà di esercitarla esclusivamente a chi vuole Lui come gli angeli e il Profeta Muhammad(as), sia durante la sua vita terrena che nel Giorno del Giudizio. Ci sono molte  prove coraniche a favore dell’intercessione da parte degli angeli, dei profeti e dei credenti nel corano. Nel versetto 255 della sura Al-Baqara(La Giovenca) il Signore afferma:” A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Chi può intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro e, della Sua scienza, essi apprendono solo ciò che Egli vuole.”

E ancora nel versetto 3 della sura Yunus(Giona) leggiamo:” Non vi è alcun intercessore, senza il Suo permesso. Questi è Allah, il vostro Signore: adorateLo. Rifletterete [in proposito]?”. Questa realtà viene confermata dal Signore ancora nel versetto 87 della sura Maryam (Maria): “ non beneficeranno di nessuna intercessione, a parte colui che avrà fatto un patto con il Compassionevole.” Anche agli angeli, come si è riferito nel sublime corano, è stato concesso dal Signore il permesso di intercessione:”Coloro che sostengono il Trono e coloro che lo circondano, glorificano e lodano il loro Signore, credono in Lui e invocano il perdono per i credenti: “Signore, la Tua misericordia e la Tua scienza, si estendono su tutte le cose: perdona a coloro che si pentono e seguono la Tua via, preservali dal castigo della Fornace.”( 40,7).

Anche gli altri profeti hanno la facoltà di esercitare l’intercessione. Sempre nella sura Maryam il versetto 47 Abramo chiede il perdono al Signore per suo padre:” Disse: “O Abramo, hai in odio i miei dèi? Se non desisti, ti lapiderò. Allontanati per qualche tempo. Rispose: “Pace su di te, implorerò per te il perdono del mio Signore, poiché Egli è sollecito nei miei confronti. E così pure i credenti:” Non è bene che il Profeta e i credenti chiedano il perdono per i politeisti - fossero anche loro parenti - dopo che è stato reso evidente che questi sono i compagni della Fornace.”(9,113). E ancora leggiamo al riguardo:” Coloro che verranno dopo di loro diranno: “Signore, perdona noi e i nostri fratelli che ci hanno preceduto nella fede, e non porre nei nostri cuori alcun rancore verso i credenti.”( 59,10).

I miscredenti sono però esclusi da essa .“O Figli di Israele, ricordate i favori di cui vi ho colmati e di come vi ho favorito sugli altri popoli del mondo. E temete il Giorno in cui nessun'anima potrà alcunché per un'altra, in cui non sarà accolta nessuna intercessione e nulla potrà essere compensato. Essi non saranno soccorsi.(2,47-48)