Crisi di governo, Conte al Senato: punta a quota 157
ROMA - E' la settimana del premier italiano Giuseppe Conte, dopo la crisi di governo aperta da Matteo Renzi, ...
con le dimissioni delle due ministre di Italia Viva. Il Presidente del Consiglio che si ritrova a dover chiedere la fiducia in Parlamento. In piena pandemia.
L'avvocato si presenta lunedì a mezzogiorno davanti alla Camera e qui dovrebbe andare tutto liscio. Poi martedì tocca al Senato. E qui è dove tutto si complica. Conte è in cerca dei cosiddetti costruttori, che possano prendere il posto dei renziani nella maggioranza, fino al termine della legislatura. Ma l'Udc ha detto no e, nonostante la scialuppa di salvataggio del neo gruppo Maie-Italia 23, quota 161 è ancora lontana.
Gli scenari possibili, oltre a una maggioranza assoluta a sorpresa raggiunta all'ultimo, sono le dimissioni dell'attuale premier, con Mattarella che gli affida un reincarico per un Conte ter.
Il Presidente della Repubblica però potrebbe anche aprire le consultazioni con i principali gruppi parlamentari, per la formazione di un nuovo esecutivo, con a capo un Primo Ministro diverso. Non è esclusa in questo caso la possibilità di un nuovo governo di unità nazionale o tecnico. Il nome di Mario Draghi, ex numero 1 della Banca centrale europea, sembrerebbe quello più papabile per occupare la poltrona di Palazzo Chigi.
C'è poi il rimpasto dell'esecutivo, con un passo indietro e una riconciliazione tra Renzi e Conte, che ad oggi sembra però impossibile. E l'ultimo scenario - quello che fa più paura nel bel mezzo di una crisi sanitaria senza precedenti, ma che piace tanto all'opposizione - è un ritorno alle urne a giugno.
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